Il matrimonio non determina soltanto la nascita di diritti e doveri personali tra i coniugi, ma produce anche conseguenze di natura patrimoniale, che riguardano la proprietà dei beni, la gestione delle risorse economiche, la responsabilità per i debiti e la destinazione del patrimonio alle esigenze della famiglia. Conoscere queste regole è importante non soltanto in occasione del matrimonio, ma anche quando si acquista un immobile, si riceve un'eredità, si avvia un'attività imprenditoriale, si effettua un investimento oppure si intende organizzare il passaggio del patrimonio alle generazioni successive.
L'ordinamento italiano consente ai coniugi di scegliere come disciplinare i propri rapporti patrimoniali, prevedendo due principali regimi: la comunione legale dei beni e la separazione dei beni. Accanto a questi è possibile adottare, entro determinati limiti, una comunione convenzionale, oppure costituire un fondo patrimoniale destinato a soddisfare i bisogni della famiglia. Si tratta di istituti diversi, che rispondono a esigenze differenti e che, in alcuni casi, possono anche coesistere.
La scelta del regime patrimoniale non riguarda soltanto i rapporti tra marito e moglie. Può incidere sulla circolazione degli immobili, sull'attività delle imprese, sulle garanzie richieste dalle banche e sulle possibilità dei creditori di soddisfarsi sui beni appartenenti alla famiglia. Assume inoltre particolare rilevanza quando il matrimonio termina, per separazione, divorzio o morte di uno dei coniugi.
Ultima Modifica: 20/10/2026