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Regime patrimoniale ed eredità: due discipline distinte

Il regime patrimoniale adottato dai coniugi influisce sulla composizione del patrimonio che viene a formarsi durante il matrimonio, ma non determina, da solo, le quote ereditarie spettanti al coniuge superstite.

È importante chiarire che la separazione dei beni non esclude il coniuge dall'eredità. Anche chi è sposato in regime di separazione dei beni conserva i diritti successori attribuiti dalla legge al coniuge superstite, compresa la tutela riservata ai legittimari.

La differenza tra comunione e separazione dei beni riguarda, anzitutto, l'individuazione di ciò che apparteneva al defunto al momento della morte.

Nel caso della comunione legale, occorre procedere allo scioglimento del regime e individuare la parte di patrimonio spettante al coniuge superstite per effetto della comunione. Solo la parte riferibile al defunto entrerà nella successione, unitamente agli altri beni di sua proprietà esclusiva.

In regime di separazione dei beni, invece, i beni appartenenti esclusivamente al defunto concorrono alla formazione del patrimonio ereditario, mentre quelli appartenenti esclusivamente al coniuge superstite ne rimangono estranei.

La scelta del regime patrimoniale deve quindi essere distinta dalla pianificazione successoria. La tutela del coniuge, dei figli e degli altri familiari può richiedere strumenti ulteriori, quali il testamento, le donazioni e, per il passaggio generazionale dell'impresa nei casi consentiti, il patto di famiglia.

Ultima Modifica: 20/10/2026