La chiamata all’eredità non sempre si esaurisce nei soggetti inizialmente individuati come destinatari della delazione. Può infatti accadere che i primi chiamati non accettino l’eredità; in tal caso l’ordinamento prevede che la facoltà di accettare sia indirizzata verso altri soggetti, comunemente indicati come chiamati ulteriori.
Le regole sulla delazione successiva rispondono all’esigenza di evitare che il patrimonio ereditario rimanga definitivamente privo di titolare. Esse consentono, quando la chiamata originaria non si traduca nell’acquisto dell’eredità, di individuare nuovi soggetti ai quali attribuire il diritto di accettare, così da rendere possibile la definitiva devoluzione dell’asse.
In questo quadro si collocano, oltre alla trasmissione del diritto di accettare l’eredità già esaminata in precedenza, la sostituzione ordinaria e quella fedecommissaria, la rappresentazione e l’accrescimento. Si tratta di strumenti diversi, ma accomunati dalla funzione di regolare il passaggio della delazione dai primi chiamati ad altri possibili successori.
Qualora neppure attraverso tali meccanismi sia possibile individuare un chiamato all’eredità, la successione viene regolata secondo le norme della successione legittima, cioè secondo le regole applicabili quando il de cuius non abbia lasciato testamento. La chiamata è allora rivolta ai parenti del defunto fino al sesto grado e, come soluzione finale, l’eredità è devoluta allo Stato.

Ultima Modifica: 28/10/2026