Per questi immobili, privi di rendita al 1° gennaio dell'anno di imposizione, distintamente contabilizzati dalle imprese, il valore imponibile è costituito dalla somma dei costi d'acquisto e di quelli incrementativi, stratificati per anno di formazione, moltiplicata per un apposito coefficiente di rivalutazione (art. 5 c. 3 D. Lgs. 504/1992).
Il costo da considerare è quello contabile al 1° gennaio (o, se successiva, alla data di acquisizione), al lordo delle quote d'ammortamento (in caso di leasing, il valore è determinato in base alle scritture contabili del locatore, il quale è obbligato a fornire i dati necessari al locatario).
I coefficienti sono aggiornati ogni anno da apposito decreto.
Tale modalità di determinazione della base imponibile si applica fino alla fine dell'anno nel corso del quale viene attribuita e notificata la rendita catastale oppure viene annotata negli atti catastali la rendita catastale “proposta” (basata sul valore di fabbricati similari) a seguito della procedura informatica Docfa (Ris. Min. 9 aprile 1998 n. 27/E).
Ultima Modifica: 01/01/2008