Il D.Lgs. 27 marzo 2026, n. 47 ha introdotto nel Testo unico della finanza la società di partenariato, configurandola come OICR italiano chiuso in forma societaria e, al tempo stesso, come speciale declinazione della società in accomandita per azioni.
Il contributo ricostruisce la disciplina del nuovo veicolo muovendo dalla distinzione tra la sua natura di FIA e il regime applicabile al soggetto gestore. Vengono esaminati i tre modelli previsti dal T.U.F. - gestione interna autorizzata, gestione interna sotto soglia registrata e gestione esterna - con particolare attenzione alla ripartizione delle funzioni tra società, accomandatari e gestore esterno.
L’analisi si concentra quindi sull’ampia autonomia statutaria riconosciuta nella conformazione delle posizioni patrimoniali degli investitori, sulle differenti modalità di raccolta, sugli strumenti finanziari partecipativi, sui vincoli alla circolazione, sui comparti e sulla relativa separazione patrimoniale.
Specifica attenzione è dedicata ai richiami di capitale, ai conferimenti in natura, ai rimedi conseguenti all’inadempimento dell’investitore e alla funzione assunta dalla responsabilità illimitata degli accomandatari.
Ne emerge un modello nel quale la matrice societaria della s.a.p.a. è profondamente funzionalizzata alle esigenze proprie della gestione collettiva del risparmio e nel quale categorie del diritto societario e presidi regolatori propri dei FIA concorrono a definire una struttura organizzativa caratterizzata da particolare flessibilità.
Ultima Modifica: 10/10/2026