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Eredità

Gli eredi in una successione sono quei soggetti che, chiamati a succedere per legge o per testamento, accettano l’eredità, subentrando in toto o pro quota nei rapporti giuridici attivi e passivi trasmissibili, facenti capo al de cuius. Dunque, per gli eredi, la successione implica il subentro nella situazione possessoria del defunto con gli stessi caratteri che tale situazione aveva nei suoi confronti. La successione può essere a titolo universale o a titolo particolare. Il nostro ordinamento riconosce solo la successione a titolo universale mortis causa che ha lo scopo di assicurare la continuità dei rapporti patrimoniali facenti capo al defunto e può essere legittima o testamentaria.

La conseguenza principale per gli eredi della successione a titolo universale è la confusione del loro patrimonio con quello del defunto. Ciò significa che essi risponderanno dei debiti ereditati anche con i propri beni, a meno che non scelgano la formula del beneficio di inventario. In tal caso gli eredi della successione non sono tenuti al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni ricevuti. La successione a titolo universale costituisce un fenomeno necessario, poiché l’ordinamento stabilisce che alla morte di ogni individuo debba sempre subentrare un erede.

Per la successione universale è necessario un atto di accettazione da parte degli eredi. La successione universale che non la prevede è solo quella automatica a favore dello Stato, che si verifica in mancanza di eredi. La successione è regolata della legge nazionale del de cuius, a meno che questi non scelga, con dichiarazione espressa in forma testamentaria, di sottoporre l’intera successione alla legge dello Stato in cui risiede. La scelta non ha effetto se al momento della morte il dichiarante non risiedeva più in suddetto Stato.

Se il de cuius non ha disposto dei suoi beni con testamento a favore degli eredi, la successione si definisce legittima. In presenza di un testamento si parla di successione testamentaria. Con il testamento il de cuius istituisce gli eredi. La successione è dunque regolata in un atto che può essere olografo, pubblico, segreto o speciale. Il testamento può avere un contenuto tipico o atipico. Si ha un contenuto tipico quando questo abbia carattere patrimoniale, nel quale il de cuius indichi uno o più eredi e attribuisca uno o più legati.

Si ha un contenuto atipico quando il testamento contenga anche disposizioni di carattere non patrimoniali, come ad esempio la designazione di un tutore, il riconoscimento di figlio naturale, la riabilitazione dell’indegno, la nomina dell’esecutore testamentario.

Ultima Modifica: 10/09/2009

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